| Contrariamente a ciò che la maggior parte della gente crede, Gesù non è stato crocefisso e ucciso, né è morto per qualsiasi altra ragione. Il Corano ci dice che non lo hanno ucciso e non lo hanno crocifisso e che Allah lo ha fatto ascendere a Lui. In nessun versetto si trova un vero e proprio riferimento al suo assassinio o al fatto che sia stato ucciso, se si esclude il versetto (ayah) che nega tale accadimento. Il Corano ci informa inoltre circa alcuni eventi della vita di Gesù (p.s.l.) che non sono ancora accaduti. La sua seconda venuta sulla terra è quindi un prerequisito per tali eventi destinati ad accadere. Non c'è alcun dubbio che le rivelazioni del Corano occorreranno sicuramente. Molte persone credono tuttavia che Gesù (p.s.l.) sia morto migliaia di anni fa e che il suo ritorno sia improbabile. Ciò è un malinteso derivante dalla mancanza di conoscenza del Corano e della Sunna. Un attento studio del Corano consentirà una piena comprensione dei versetti concernenti Gesù (p.s.l.). Anche il nostro Profeta (p.b.s.l.) ci ha detto che Gesù (p.s.l.) sarà inviato nuovamente sulla terra e ha raccontato che in quel tempo, detto "la fine dei tempi", ci potrebbe essere un periodo in cui la terra otterrà pace, giustizia e benessere senza precedenti. Nei suoi sogni, la gente si strugge sempre per qualcosa di meglio. Un panorama più bello, un cibo migliore, una società più giusta … La fase finale della "fine dei tempi" esprime un momento che contiene tutti questi concetti benevoli, "il meglio", "il più bello" ecc. È un periodo ricco di quelle benedizioni che la gente ha per lungo tempo desiderato. È il tempo glorioso del benessere e dell'abbondanza, della giustizia e della pace. È il tempo in cui tutte queste benedizioni prenderanno il posto dell'ingiustizia, dell'immoralità, del conflitto e delle guerre. È certamente il periodo benedetto nel quale la morale islamica sarà presente in ogni aspetto della vita. La prova che Gesù (p.s.l.) non è morto, che è stato fatto ascendere alla presenza di Allah e che ritornerà, sarà oggetto di esame in questo libro alla luce dei versetti del Corano. Ad ogni modo, prima di procedere, sarà utile richiamare alla memoria alcune informazioni fondamentali direttamente correlate a questo tema. | |||||
| |
Le osservazioni di Adnan Oktar sul destino, la preordinazione e il fatto che Allah è ovunque
INTRODUZIONE
LA RELIGIONE PRESSO ALLAH È L'ISLAM
In un altro versetto Allah ordina: ". Mi è piaciuto darvi per religione l'Islàm". (Surat al-Mâ'ida, 3) Allah ha inviato i Suoi messaggeri per comunicare ai rispettivi popoli questa religione, quella di cui Egli è compiaciuto, ed ammonire così il genere umano. Ogni persona, alla quale è comunicato il messaggio di Allah, ed è quindi invitata a questa religione, è ritenuta responsabile dell'adesione ad esso.
Nondimeno, alcuni popoli hanno accettato il messaggio mentre altri lo hanno negato. In alcune società, d'altro canto, la giusta via è degenerata in credenze perverse dopo la morte dei loro messaggeri. A tale proposito, il Corano dice:
Invero, la religione presso Allah è l'Islàm. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. (Surat Âl 'Imrân, 19)
Per tutta la vita, Gesù (p.s.l.) ha invitato la sua gente a vivere in conformità alla religione (dîn) rivelata da Allah, ricordandogli di essere veri servitori di Allah. Gli ha insegnato i comandamenti dell'Injil - la rivelazione concessa a lui, di cui è possibile che alcuni frammenti sopravvivano in parti dei Vangeli. Tale libro confermava i comandamenti della Tawrah - la rivelazione concessa a Musa (p.s.l.), parzialmente sopravvissuta nella Torah e nell'Antico Testamento - che in quel tempo era stata corrotta. Critico nei confronti degli insegnamenti erronei impartiti dai rabbini, i quali erano responsabili della degenerazione della vera religione (dîn), Gesù (p.s.l.) abolì le norme inventate dai rabbini stessi, grazie alle quali avevano ottenuto vantaggi personali. Invitò i Figli di Israele all'unità di Allah, alla veridicità e ad una onesta condotta. Segue il versetto del Corano a ciò correlato:
Dopo Gesù (p.s.l.), Allah inviò un altro messaggero da una tribù differente, al fine di rivelare al mondo la religione originale; Egli lo dotò di un nobile libro. Questo messaggero è il Profeta Muhammad (p.b.s.l.) e il libro è il Corano, l'unica rivelazione immutata.
Il Corano si rivolge a tutti i popoli del mondo. Ogni popolo di ogni epoca dovrà rispondere di questo libro, qualora sia stato esposto al messaggio dell'Islam. Ognuno verrà giudicato secondo il Corano nel Giorno del Giudizio. Specialmente ai nostri giorni, tutte le nazioni del mondo sono in un certo senso riunite e sono divenute quasi un'unica tribù grazie alle scoperte tecnologiche. Un accademico, in riferimento al mondo attuale, ha parlato di "villaggio globale". Oggi, dunque, sono poche le persone al mondo a non essere consapevoli dell'esistenza del Corano e quindi disinformate riguardo all'Islam. Ciononostante, una certa parte della popolazione ha fede nel Corano. Fra coloro che condividono tale fede (iman), tuttavia, molti non vivono in conformità ai principi proclamati in esso.
Noi ci aspettiamo che Gesù (p.s.l.) ritorni sulla terra e inviti la gente alla giusta via. Allah annuncia la buona novella di ciò nel Corano. Come si tratterà nei capitoli successivi di questo libro, Gesù (p.s.l.) è stato elevato alla presenza di Allah e non ha ancora sperimentato una morte fisica. Dopo un certo tempo ritornerà e farà prevalere l'Islam sulla Terra. Sia il mondo cristiano che quello musulmano si stanno preparando, nel miglior modo possibile, all'incontro con questo visitatore benedetto al fine di non ripetere le offese commesse contro di lui nella storia.
LA GENTE NEI GUAI CHIEDE UN SALVATORE
Nel leggere il Corano, ci si imbatte in un certo fatto: prima che un messaggero giunga ad una società, vi prevale spesso la corruzione sociale e morale. Una volta pervenuto, coloro che lo seguono ottengono una vita beata, pacifica e generosa, persino nel mezzo della loro onorabile lotta volta ad ottenere il compiacimento di Allah. Dopo questo periodo benedetto, tuttavia, la gente che ha goduto dei benefici del momento abbandona i suoi valori spirituali, si ribella ed infine tende alla miscredenza. In alcuni casi, ciò ha significato l'adorazione di altre divinità rispetto ad Allah, e quindi l'ingiustizia verso se stessi, preparandosi, in un certo senso, alla fine con le proprie mani.
Nel Corano (Surat Maryam), Allah narra della lealtà, della sincerità e del timore che i messaggeri hanno provato nei Suoi confronti; ci informa quindi del modo in cui le generazioni successive hanno perduto completamente la loro fede. Queste si allontanarono a causa dei loro capricci e dei loro desideri, privandosi di tutti i valori. I versetti a tale riguardo sono i seguenti:
Soggetti ai corrispettivi sistemi di miscredenza (sistemi di kufr), questi popoli insolenti nei confronti della rivelazione divina furono sottoposti a varie pressioni ed ingiustizie. Il periodo di Faraone (Fir'awn) è un tipico esempio offerto nel Corano. Esultante per la sua ricchezza, Faraone condusse una vita stravagante e la sua gente soffrì sotto la sua tirannia. Di questa situazione si parla nel seguente versetto:
Dopo il Profeta Musa (p.s.l.), anche i Figli di Israele affrontarono le stesse difficoltà sotto il governo di tiranni. Furono espulsi dalle loro case e dai loro territori e soffrirono intensamente. Avendo compreso che né gli idoli che adoravano, né i loro possedimenti, né gli antenati li avrebbero potuti salvare da tali circostanze sfavorevoli, chiesero un re ad Allah; un salvatore in grado di sottrarli a questo sistema crudele. Allah rispose alla richiesta di questa gente e inviò loro Talut (Saulo nella Bibbia):
Dalle storie narrate nel Corano, si comprende che pressappoco gli stessi fatti si ripeterono in quelle civilizzazioni del passato che si rivoltarono contro i loro messaggeri. Le circostanze nelle quali la gente ha condotto la propria vita, l'invio di messaggeri per ammonirli e la distruzione finale: tutte seguono la stessa consuetudine.
Anche le società moderne subiscono una rapida corruzione e degenerazione. Povertà, miseria e disordine gettano le vite della gente in un completo smarrimento, inducendo il desiderio di una vita pacifica in cui prevalga la virtù. La giustizia può prevalere soltanto laddove i valori espressi nel Corano diventino predominanti fra gli uomini. Solo chi possiede dei veri valori può recare soluzioni a tutti i problemi che la gente incontra oggi. Allah ha inviato profeti e messaggeri alle generazioni passate che hanno provato simili depressioni sociali, e talvolta ha concesso un'incredibile ricchezza e splendore a coloro che hanno seguito i messaggeri. Questo fatto è narrato nel seguente versetto:
. Poi, quando giunge loro un ammonitore, ciò non fa che accrescere la loro avversione, la loro superbia sulla terra e le loro trame malvagie. Ma la trama malvagia non fa che avvolgere i suoi artefici. Si aspettano un'altra consuetudine [diversa] da quella che fu adottata per i loro avi? Non troverai mai un cambiamento nella consuetudine di Allah, non troverai deviazione alcuna nella consuetudine di Allah. (Surat Fatir, 42-43)
In particolare, ci si aspetta che il mondo islamico trovi una via di uscita dalla corruzione che lo attanaglia e che i credenti sinceri comunichino i valori dell'Islam al mondo intero. Come in ogni epoca, anche oggi la gente attende l'apparizione di un salvatore. Questo Salvatore, che guiderà il genere umano dal "buio alla luce," è la religione dell'Islam. Quanti aprono la via ad una vita conforme a questi valori superiori sconfiggeranno tutti i sistemi che negano Allah ed invalideranno le ideologie corrotte.
In breve, Allah soccorrerà ogni popolo come già ha fatto nelle epoche precedenti. Allah promette questo a quei Suoi servitori che a Lui si rivolgono con sincerità e profondo timore, come rivelano i versetti seguenti:
GESÙ (p.s.l.), FIGLIO DI MARYAM (p.s.l.), NEL CORANO
Gesù (p.s.l.), il quale è vissuto 2000 anni fa, è un messaggero benedetto di Allah. Egli gode di una stima elevata sia in questo mondo che nell'altro, come rende noto il Corano. La vera religione da lui recata permane ancora oggi, sebbene soltanto di nome. Questo perché l'insegnamento originale comunicato da Gesù (p.s.l.) è oggi distorto. Anche il libro di Allah rivelato a Gesù (p.s.l.) è oggigiorno tale soltanto nominalmente. Il testo originale di questo libro è oggi inaccessibile. Le fonti cristiane hanno subito varie alterazioni e distorsioni. Ne consegue che è inverosimile pensare di potere ottenere ora una vera conoscenza di Gesù (p.s.l.) sulla base di fonti cristiane.
Le uniche fonti dalle quali è possibile ricavare una conoscenza accurata di Gesù (p.s.l.) sono il Corano, il libro che, come Allah assicura, rimarrà inalterato sino al Giorno del Giudizio, e la Sunnah del Suo Messaggero
Muhammad (p.b.s.l.). Nel Corano, Allah descrive la nascita e la vita di Gesù (p.s.l.), alcuni avvenimenti accaduti nel corso della sua esistenza, la gente che lo ha circondato e molti altri fatti relativi a lui. I versetti coranici ci informano inoltre riguardo alla vita di Maryam prima della nascita di Gesù (p.s.l.), al modo in cui fu miracolosamente fecondata e alle reazioni a questo evento da parte della gente che le stava intorno. Allah annuncia inoltre la buona novella che Gesù (p.s.l.) ritornerà sulla terra per una seconda volta verso la fine dei tempi. In questa sezione, troverete alcune informazioni su Gesù (p.s.l.) tratte dal Corano.
I componenti della famiglia di 'Imran erano noti per essere gente di profonda fede in Allah. Si rivolgevano a Lui nel compiere tutte le loro azioni e osservavano meticolosamente i Suoi limiti. Quando la moglie di 'Imran seppe di essere incinta, si rivolse al suo Creatore, pregò, e consacrò ciò che si trovava nel suo ventre al servizio di Allah. Allah narra questo evento nel Corano:
Nel periodo in cui Maryam rimase nel "luogo distante", Allah la sostenne sia fisicamente che materialmente. Ella fu interamente sotto la Sua protezione e cura durante la gravidanza. Tutti i suoi bisogni vennero soddisfatti in maniera speciale. Nel frattempo, facendola stabilire in un luogo isolato, Allah prevenne qualsiasi danno che la gente incapace di comprendere tale situazione avrebbe potuto arrecarle.
Come la sua nascita, così i miracoli che operò durante la sua vita, e il modo in cui fu elevato alla presenza di Allah sono segni della sua distinzione rispetto alle altre persone.
Mentre soffriva i gravi dolori del travaglio, Allah ispirò Maryam e la istruì in ogni fase. In tal modo, ella partorì il neonato senza alcuno sforzo e nelle circostanze migliori. Questo fu un grande favore mostrato a Maryam:
ancora nella culla
Queste accuse e queste calunnie rappresentarono sicuramente una prova per Maryam. Era chiaro che una persona talmente pura e virtuosa non avrebbe agito in tal modo. Ciò fu unicamente una prova per lei. Dal tempo in cui era nata, Allah l'aveva sempre aiutata e aveva volto ogni sua azione in bene. Ella, a sua volta, sapeva che ogni cosa accade per Volere di Allah e che solo Lui avrebbe potuto provare la natura infondata di queste calunnie.
Allah sicuramente diede conforto a Maryam e le ispirò di rimanere in silenzio. La istruì di non parlare con la sua gente, bensì di indicare Gesù (p.s.l.), qualora si fossero avvicinati a lei e avessero tentato di avanzare delle accuse. In questo modo, Maryam evitò ogni problema che tale discussione avrebbe potuto ingenerare. Colui in grado di fornire le risposte più accurate alla gente era Gesù (p.s.l.). Quando Allah annunciò la lieta notizia della nascita di Gesù (p.s.l.) a Maryam, Egli le rese anche noto che avrebbe parlato in maniera chiara mentre si trovava ancora nella culla:
Questo è il sostegno che Allah provvide a Maryam per la fiducia che ella aveva riposto in Lui. Fu grazie a tale miracolo stupefacente che ella rispose alle diffamazioni rivolte contro di lei. Allah ci informa, tuttavia, che un doloroso disastro incombeva su quanti nutrivano cattivi pensieri riguardo a Maryam nonostante questo miracolo:
difficoltà che dovette affrontare
Il Messia che la gente aspettava da così lungo tempo era Gesù (p.s.l.). Per Volere di Allah, Gesù (p.s.l.) aveva parlato quando si trovava ancora nella culla, rivelando alla gente l'avvento del Messia che attendeva. Da quel momento, molti riposero le loro speranze in lui per una guida.
Quanti si opponevano a lui non erano solo i miscredenti. Durante quel periodo, per varie ragioni, la maggioranza dei rabbini prese posizione contro Gesù (p.s.l.) accusandolo di abolire la loro religione; naturalmente, per la loro opposizione al Messaggero di Allah, divennero miscredenti. Gesù (p.s.l.), in realtà, si limitò ad invitare la gente alla loro via originaria e ad eliminare le false regole introdotte nel Giudaismo dai rabbini stessi. Il popolo di Israele aveva distorto la sua religione proibendo quanto era permesso nella rivelazione originale e rendendo lecito ciò che in essa era proibito. In tal modo, avevano mutato completamente la vera via rivelata da Allah. Per questo motivo, Allah inviò Gesù (p.s.l.) per purificare la vera religione da tutte le innovazioni introdotte nella fase finale. Gesù (p.s.l.) invitò la sua gente all'Injil, il quale confermava la Torah (Tawrah) originale rivelata a Musa (p.s.l.). Il versetto a ciò attinente nel Corano è:
Come si vedrà più dettagliatamente in seguito, nel Corano ci si avvale di un numero speciale di parole per descrivere le morti dei profeti, come "katele" (uccidere), "mate" (morire), haleke" (distruggere) e "salebe" (appendere). È tuttavia chiaramente affermato nel Corano che "non l'hanno né ucciso (ma katelehu) né crocifisso (ma salebuhu)", intendendo che egli non fu affatto assassinato. In un altro versetto si sostiene che qualcuno somigliante a Gesù fu posto di fronte, mentre lui fu fatto ascendere alla presenza di Allah.
In Surat Âl-'Imrân, si afferma che fu Allah a riprendere Gesù (p.s.l.) e ad elevarlo a Lui.
La stessa parola è anche citata nel seguente versetto:
Il prof. Süleyman Ates, docente presso l'Università di Istanbul (Faculty of Divinity, Head of Department of Basic Islamic Sciences) ed ex Ministro turco del Dipartimento di Affari Religiosi, nel suo commentario considera la parola "tawaffa" in questi termini:
"Secondo quanti affermano che la parola "tawaffa" sia utilizzata nel senso di sonno, che è la versione generalmente accettata, questo versetto significa: "ti metterò a dormire". Possiamo, quindi, dire che lo stato simile a sonno in cui Gesù fu posto e la sua elevazione alla presenza di Allah non è la morte nel modo in cui generalmente la si concepisce, ma una separazione da questa dimensione." (Prof. Süleyman Ates, Tafsir contemporaneo del sacro Corano, vol. II, pagg. 49-50)
Risulta chiaro il modo in cui il verbo "katele" è utilizzato nei seguenti versetti che descrivono la morte dei profeti:
Per concludere, possiamo dire che Gesù (p.s.l.) deve essersi trovato in uno stato speciale, elevato alla presenza di Allah. Ciò che egli, di fatto, ha sperimentato non è la morte nel senso a noi familiare, bensì una mer a dipartita da questa dimensione. Sicuramente, Allah ne sa di più.
Il ritorno di Gesù (p.s.l.) sulla Terra
Il Corano afferma chiaramente il ritorno di Gesù (p.s.l.) sulla Terra. Molti versetti contengono dichiarazioni esplicite a questo riguardo. Le prove rivelate nel Corano assumono questa forma:
(1)
Surat Âl-'Imrân 55 è uno dei versetti che parlano del ritorno di Gesù (p.s.l.):
Quando Gesù (p.s.l.) era in vita, i suoi seguaci erano pochi. Dopo la sua morte, l'essenza della religione degenerò rapidamente. Inoltre, quanti erano noti come i suoi discepoli, subirono forti pressioni nell'intero corso della loro esistenza. Nei due secoli successivi, privi di qualsivoglia potere politico, i Cristiani che avevano fede in Gesù (p.s.l.) subirono anche delle persecuzioni. In questo caso, non è possibile dire che i primi Cristiani o i loro successori, in quel tempo, fossero fisicamente superiori rispetto ai miscredenti nel mondo. Si potrebbe logicamente pensare che questo versetto non si riferisca a loro.
Il Profeta ed ultimo Messaggero di Allah (p.b.s.l.) ha anche annunciato la lieta novella del ritorno di Gesù (p.s.l.). Gli studiosi di ahadith (detti e tradizioni del Profeta Muhammad) affermano che gli ahadith concernenti questo tema, nei quali il Messaggero di Allah (p.b.s.l.) dichiara che il Profeta Gesù (p.s.l.) discenderà fra la gente come un capo prima del Giorno del Giudizio, hanno ottenuto la stato di mutawatir. Ciò significa che un hadith è stato trasmesso da talmente tante persone di ogni generazione e da un tale numero di Compagni che non vi è alcuna possibilità di dubbio circa la sua autenticità. Ad esempio:
Abu Hurairah (ra) ha narrato che il Messaggero di Allah, la pace su di lui, ha detto: "Giuro su Colui che ha in mano la mia anima, senza alcun dubbio il figlio di Maryam presto discenderà fra di voi come Giudice onesto e romperà la croce, ucciderà il maiale e abolirà la jizyah, e la ricchezza sarà talmente abbondante che nessuno la accetterà, sino a quando una singola prostrazione sarà meglio dell'intero mondo e di tutto quanto è contenuto in esso. (Sahih al-Bukhari)
Jabir ibn 'Abdullah ha detto: "Ho sentito il Profeta, che Allah lo benedica e conceda lui pace, dire: 'Un partito della mia ummah non cesserà mai di combattere per la verità vittoriosamente sino al Giorno della Risurrezione.' Egli disse: "Quindi, 'Isa ibn Maryam, che la pace sia su di lui, discenderà e il loro emiro dirà, "Vieni e guidaci nella preghiera", ma egli dirà: "No! alcuni di voi sono emiri sugli altri," come dimostrazione di onore da parte di Allah nei confronti di questa ummah.'" (Sahih Muslim)
Abu Hurairah (ra) ha narrato: "Il Profeta, la pace sia su di lui, ha detto: 'Non c'è alcun profeta fra me e lui, vale a dire, 'Isa, la pace sia su di lui. Egli discenderà (sulla terra). Quando lo vedrete, riconoscetelo: un uomo di statura media, capigliatura rossastra, con indosso due indumenti di colore giallo chiaro, dal cui capo, sebbene non bagnato, sembrerà che cadano gocce. Egli combatterà la gente per la causa dell'Islam. Spezzerà la croce, ucciderà il maiale, e abolirà la jizyah. Allah cagionerà la distruzione di tutte le religioni eccetto dell'Islam. Annienterà il Dajjal e vivrà sulla terra per quaranta anni, poi morirà . I Musulmani pregheranno per lui.'" (Abu Dawud)
Alcuni eruditi hanno affermato che "lui", in questo versetto, si riferisce al Corano e ne traggono quindi la seguente interpretazione: non ci sarà nessuno tra la Gente della Scrittura che non avrà fede nel Corano prima che egli (una persona della Gente della Scrittura) muoia.
Nondimeno, nei versetti 157 e 158, i due versetti precedenti, lo stesso "lui" si riferisce senza alcun dubbio a Gesù (p.s.l.).
Surat an-Nisâ 157:
Surat an-Nisâ 159:
Quando ci si riferisce al Corano mediante un pronome personale, si nota che esso è generalmente menzionato prima e dopo il versetto specifico, come nel caso di Surat an-Naml, 77, e Surat ash-Shu'arâ, 192-196. Il versetto definisce in maniera chiara che la Gente della Scrittura avrà fede in Gesù (p.s.l.) e che egli [Gesù (p.s.l.)] sarà testimone contro di loro.
Il secondo punto concerne l'interpretazione dell'espressione "prima di morire." Alcuni pensano che ciò significhi "avere fede in Gesù (p.s.l.) prima della loro morte." Secondo questa interpretazione, ogni appartenente alla gente della Scrittura crederà sicuramente in Gesù (p.s.l.) prima di affrontare la morte. Nondimeno, ai tempi di Gesù, gli Ebrei, i quali vengono definiti come gente della Scrittura, non solo non ebbero fede in lui, ma tentarono anche di ucciderlo. Sarebbe d'altronde irragionevole dire che gli Ebrei e i Cristiani che vissero e morirono al tempo di Gesù avessero fede - in termini coranici - in lui.
Per concludere, un'accurata valutazione del versetto conduce alla seguente conclusione: prima della morte di Gesù (p.s.l.), tutta la Gente della Scrittura avrà fede in lui.2
Nel senso reale, il versetto rivela alcuni fatti chiari:
In primo luogo, è evidente che il versetto si riferisca al futuro, dato che viene menzionata la morte di Gesù (p.s.l.). Finora, Gesù (p.s.l.) non è morto, bensì è stato elevato alla presenza di Allah. Gesù (p.s.l.) ritornerà in terra, vivrà per un periodo determinato, quindi morirà. In secondo luogo, tutta la gente della Scrittura avrà fede in lui. Questo evento non è ancora avvenuto, ma in futuro accadrà sicuramente. Di conseguenza, nell'espressione "prima di morire" [prima che egli muoia] vi è un riferimento a Gesù (p.s.l.). La Gente della Scrittura lo vedrà, lo conoscerà e obbedirà a lui mentre sarà ancora in vita. Nel contempo, Gesù (p.s.l.) testimonierà contro di loro nell'Ultimo Giorno. Sicuramente Allah ne sa di più.
(3)
Il fatto che Gesù (p.s.l.) sia destinato a ritornare sulla terra alla fine dei tempi è narrato in un altro versetto (Surat az-Zukhruf, 61).
A cominciare dal versetto 57, si trova un riferimento a Gesù (p.s.l.):
La forma araba del versetto "Egli è un annuncio dell'Ora" è "Innahu la 'ilmun li's-sàati." Alcuni interpretano il pronome "hu" (egli) in questo versetto come riferito al Corano. I versetti seguenti, tuttavia, rivelano chiaramente che il riferimento è a Gesù (p.s.l.): "Egli non era altro che un Servo, che Noi abbiamo colmato di favore e di cui abbiamo fatto un esempio per i figli di Israele".3
Coloro che attribuiscono questo pronome al Corano, citano come prova la parte successiva del versetto: "Non dubitatene e seguitemi". Nondimeno, i versetti precedenti si riferiscono integralmente a Gesù. Per tale ragione, appare chiaro che il pronome "hu" è collegato ai versetti precedenti e concerne Gesù. Tale interpretazione è anche sostenuta dai grandi studiosi musulmani, i quali si fondano sull'uso di tale pronome sia nel Corano che negli ahadith. Nel suo commentario, Elmali Hamdi Yazir avanza la seguente esplicazione:
"Certo egli è un segno dell'Ora, un segno ed un'indicazione che l'Ora verrà e il morto sarà resuscitato e si leverà. Gesù, sia per il suo ritorno sulla terra, che per il suo miracolo della resurrezione del morto e per la sua profezia, è un segno dell'Ora. Negli ahadith si dice anche che egli sia un segno dell'ultimo Giorno." http://www.kuranikerim.com/telmalili/ zuhruf.htm )
In Sahih Muslim, si afferma inoltre che gli ahadith nei quali si annuncia la discesa del Profeta Gesù (p.s.l.) fra la gente alla fine dei tempi hanno ottenuto il grado di mutawatir, vale a dire, trasmessi da un numero talmente elevato di persone in ogni generazione che non è possibile nutrire alcun dubbio circa la loro autenticità; si dice inoltre che ciò è considerato come uno dei maggiori segni del Giorno della Risurrezione. (Sahih Muslim, 2/58)
Hudhayfah ibn Usayd al-Ghifari disse: "Il Messaggero di Allah (p.b.s.l.) giunse tra noi all'improvviso mentre eravamo (impegnati in una discussione). Egli disse: "Di che cosa state discutendo?" Noi rispondemmo: "Stiamo discutendo dell'Ultima Ora." Quindi disse: "Non giungerà senza che prima vediate dieci segni" - e (a questo proposito) menzionò il fumo, il Dajjal, la bestia, il levarsi del sole dall'occidente, la discesa di 'Isa, figlio di Maryam (p.s.l.), Yajuj e Majuj, alcune frane di terreno in tre posti, una in oriente, una in occidente e una in Arabia, al termine della quale il fuoco brucerà procedendo innanzi dallo Yemen, guidando la gente al luogo della loro assemblea." (Sahih Muslim)
(4)
Altri versetti indicanti la seconda venuta di Gesù (p.s.l.) sono i seguenti:
(5)
Inoltre, anche il versetto: "In verità, per Allah Gesù è simile ad Adamo che Egli creò dalla polvere ..." (Surat Âl- 'Imrân, 59) può indicare il ritorno del profeta Gesù (p.s.l.). I commentatori del Corano hanno affermato che questo versetto si riferisce al fatto che entrambi i profeti erano privi di padre: la creazione del profeta Adamo (p.s.l.) e la nascita del profeta Gesù avvennero per l'ordine di Allah "Sii". Il versetto, tuttavia, può contenere un secondo significato. Può essere che proprio come il profeta Adamo è disceso dal cielo, così il profeta Gesù scenderà sulla terra dalla presenza di Allah alla fine dei tempi. (Allah ne sa di più)
Come si è visto, i versetti relativi al ritorno di Gesù (p.s.l.) in terra sono molto evidenti e ragguardevoli. Nessuna affermazione simile è mai stata avanzata nei riguardi degli altri profeti menzionati nel Corano. Inoltre, nessun'altro profeta è ricordato come "Segno dell'Ora" e nessun'altro riferimento ad altri profeti nel Corano include alcuna connotazione implicante un loro ritorno in terra. Nondimeno, tutte queste affermazioni vengono usate per Gesù (p.s.l.). Il significato di ciò è molto chiaro.
(6)
Allah ci parla di Gesù in un versetto di Surat Maryam:
(7)
Un'altra prova del ritorno di Gesù sulla Terra appare nel versetto 110 di Surat al-Mâ'ida e nel versetto 46 di Surat Âl-'Imrân laddove è utilizzata la parola "kehlen":
Basandosi su un hadith riportato da Ibn Abbas nel quale si dice che Gesù ascese al cielo intorno ai trent'anni e che al suo ritorno rimarrà per altri quarant'anni, gli studiosi islamici dicono che l'età matura di Gesù si avrà dopo il suo ritorno sulla terra. Ne consegue che questo versetto è una prova della discesa di Gesù. (Muhammed Halil Herras, Faslu'l-Makal fi Ref'I Isa Hayyen ve Nüzulihi ve Katlihi'd-Deccal, Mektebetü's Sünne, Cairo 1990, pag. 20)
Uno studio approfondito dei versetti in questione rivela chiaramente la giustezza degli eruditi musulmani a tale proposito È infatti possibile comprendere come di questa affermazione ci si è avvalsi soltanto nel caso di Gesù. Tutti i profeti hanno parlato agli uomini invitandoli al vero cammino. Tutti comunicarono il loro messaggio in età adulta. Nondimeno, nel Corano, non si parla così di nessun altro profeta. Ciò è riferito unicamente a Gesù e alla sua situazione miracolosa, dal momento che le parole "dalla culla" e "in età matura", le quali si susseguono nei versetti, mettono in evidenza due periodi miracolosi.
Che Gesù abbia parlato quando ancora si trovava nella culla è un miracolo, non si è mai visto nulla di simile, e come tale è stato più volte riportato. Tenuto conto di questo, l'uso immediatamente successivo dell'espressione: "... parlerà alle genti ... nella sua età adulta...", può essere con ogni probabilità considerato un altro miracolo. Se tale espressione fosse riferita alla vita di Gesù anteriormente alla sua elevazione ad Allah, non si sarebbe trattato di un miracolo. In caso contrario, non avrebbe seguito il fatto di avere parlato nella culla, né sarebbe stato espresso in un modo equivalente a quell'evento miracoloso. In tal caso, ci si sarebbe avvalsi di altre parole, quali "dalla culla all'età adulta", e la rivelazione di Gesù prima della sua elevazione sarebbe stata esposta. (Solo Allah conosce con certezza) Nel Corano nondimeno si menzionano due eventi miracolosi. Il primo è il suo parlare nella culla, il secondo il suo parlare in età adulta. Per tale ragione, il riferimento ad un tempo miracoloso deve essere attribuito al ritorno di Gesù sulla terra. (Allah ne sa di più)
Nel suo Commentario, l'imam Tabari avanza la seguente spiegazione in riferimento a questi versetti:
Queste asserzioni (Surat al-Mâ'ida, 110) indicano che, affinché possa portare a compimento la sua vita e parlare in età matura, Gesù dovrà far ritorno dalla sua dimora nel cielo. Ciò per il fatto che fu elevato mentre si trovava ancora in gioventù. In questo versetto (Surat Âl-'Imrân, 46) è contenuta la prova del fatto che Gesù è ancora vivente, e la Gente della Sunna condivide tale opinione. Ciò perché in questo versetto si afferma che Gesù parlerà alla gente nella sua età matura. Egli potrà invecchiare unicamente allorquando avrà fatto ritorno sulla terra dal cielo." (Imam Tabari, Commentario, vol. 2, pag. 528, vol. 1, pag. 247).
Alcune persone interpretano tuttavia la parola "adulto" in maniera assai diversa rispetto al suo vero significato, non analizzandola nel contesto della logica generale del Corano. Costoro ritengono che tutti i profeti siano sempre stati adulti in età matura, per cui l'espressione si riferirebbe a tutte le vite dei profeti. Certo, i profeti erano adulti cresciuti da Allah. Nondimeno, in Surat Al-'Ahqâf, Allah rivela che l'età della maturità corrisponde a 40 anni:
Nel Corano si offrono altri esempi di persone che hanno lasciato la terra per centinaia di anni, pur continuando a vivere, per poi farvi ritorno.
O colui che passando presso una città in completa rovina [disse]: "Come potrà Allah ridarle la vita dopo che è morta?". Allah allora lo fece morire per cento anni, poi lo resuscitò e gli chiese:"Quanto [tempo] sei rimasto?".Rispose:"Rimasi un giorno o una parte di esso"."No, disse Allah, sei rimasto cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua acqua, sono intatti; poi guarda il tuo asino, [Ti mostriamo tutto ciò] affinché tu divenga un segno per gli uomini. Guarda come riuniamo le ossa e come le rivestiamo di carne". Davanti all'evidenza disse: "So che Allah è onnipotente." (Surat al-Baqara, 259)
Nei versetti citati nella pagina precedente, viene menzionato il fatto che Gesù (p.s.l.) non è morto, bensì è stato "elevato a Sé." Nel versetto sopra menzionato, tuttavia, l'uomo è definitivamente morto. Di conseguenza, persino una persona morta può resuscitare per volere di Allah. Di ciò vi è un'esplicita narrazione nel Corano, il Quale è ricco di altri esempi simili.
Allah racconta la storia di alcuni giovani costretti a prendere rifugio in una caverna a causa dalla crudele tirannia dell'imperatore dell'epoca. Si narra che essi si addormentarono per poi ridestarsi dopo anni di sonno. Segue quindi tale versetto:
Il segreto al di là della materia
IL CROLLO DEL DARWINISMO E LA REALTÀ DELLA CREAZIONE
L'Islam denuncia il terrorismo
IL CROLLO DELLA TEORIA DELL’EVOLUZIONE
Selected parts from (10 Works in Total)
|
|
|
|
|
|
|
|
|