Il Corano afferma chiaramente il ritorno di Gesù (p.s.l.) sulla Terra. Molti versetti contengono dichiarazioni esplicite a questo riguardo. Le prove rivelate nel Corano assumono questa forma:
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Surat Âl-'Imrân 55 è uno dei versetti che parlano del ritorno di Gesù (p.s.l.):
Quando Gesù (p.s.l.) era in vita, i suoi seguaci erano pochi. Dopo la sua morte, l'essenza della religione degenerò rapidamente. Inoltre, quanti erano noti come i suoi discepoli, subirono forti pressioni nell'intero corso della loro esistenza. Nei due secoli successivi, privi di qualsivoglia potere politico, i Cristiani che avevano fede in Gesù (p.s.l.) subirono anche delle persecuzioni. In questo caso, non è possibile dire che i primi Cristiani o i loro successori, in quel tempo, fossero fisicamente superiori rispetto ai miscredenti nel mondo. Si potrebbe logicamente pensare che questo versetto non si riferisca a loro.
Il Profeta ed ultimo Messaggero di Allah (p.b.s.l.) ha anche annunciato la lieta novella del ritorno di Gesù (p.s.l.). Gli studiosi di ahadith (detti e tradizioni del Profeta Muhammad) affermano che gli ahadith concernenti questo tema, nei quali il Messaggero di Allah (p.b.s.l.) dichiara che il Profeta Gesù (p.s.l.) discenderà fra la gente come un capo prima del Giorno del Giudizio, hanno ottenuto la stato di mutawatir. Ciò significa che un hadith è stato trasmesso da talmente tante persone di ogni generazione e da un tale numero di Compagni che non vi è alcuna possibilità di dubbio circa la sua autenticità. Ad esempio:
Abu Hurairah (ra) ha narrato che il Messaggero di Allah, la pace su di lui, ha detto: "Giuro su Colui che ha in mano la mia anima, senza alcun dubbio il figlio di Maryam presto discenderà fra di voi come Giudice onesto e romperà la croce, ucciderà il maiale e abolirà la jizyah, e la ricchezza sarà talmente abbondante che nessuno la accetterà, sino a quando una singola prostrazione sarà meglio dell'intero mondo e di tutto quanto è contenuto in esso. (Sahih al-Bukhari)
Jabir ibn 'Abdullah ha detto: "Ho sentito il Profeta, che Allah lo benedica e conceda lui pace, dire: 'Un partito della mia ummah non cesserà mai di combattere per la verità vittoriosamente sino al Giorno della Risurrezione.' Egli disse: "Quindi, 'Isa ibn Maryam, che la pace sia su di lui, discenderà e il loro emiro dirà, "Vieni e guidaci nella preghiera", ma egli dirà: "No! alcuni di voi sono emiri sugli altri," come dimostrazione di onore da parte di Allah nei confronti di questa ummah.'" (Sahih Muslim)
Abu Hurairah (ra) ha narrato: "Il Profeta, la pace sia su di lui, ha detto: 'Non c'è alcun profeta fra me e lui, vale a dire, 'Isa, la pace sia su di lui. Egli discenderà (sulla terra). Quando lo vedrete, riconoscetelo: un uomo di statura media, capigliatura rossastra, con indosso due indumenti di colore giallo chiaro, dal cui capo, sebbene non bagnato, sembrerà che cadano gocce. Egli combatterà la gente per la causa dell'Islam. Spezzerà la croce, ucciderà il maiale, e abolirà la jizyah. Allah cagionerà la distruzione di tutte le religioni eccetto dell'Islam. Annienterà il Dajjal e vivrà sulla terra per quaranta anni, poi morirà . I Musulmani pregheranno per lui.'" (Abu Dawud)
Alcuni eruditi hanno affermato che "lui", in questo versetto, si riferisce al Corano e ne traggono quindi la seguente interpretazione: non ci sarà nessuno tra la Gente della Scrittura che non avrà fede nel Corano prima che egli (una persona della Gente della Scrittura) muoia.
Nondimeno, nei versetti 157 e 158, i due versetti precedenti, lo stesso "lui" si riferisce senza alcun dubbio a Gesù (p.s.l.).
Surat an-Nisâ 157:
Surat an-Nisâ 159:
Quando ci si riferisce al Corano mediante un pronome personale, si nota che esso è generalmente menzionato prima e dopo il versetto specifico, come nel caso di Surat an-Naml, 77, e Surat ash-Shu'arâ, 192-196. Il versetto definisce in maniera chiara che la Gente della Scrittura avrà fede in Gesù (p.s.l.) e che egli [Gesù (p.s.l.)] sarà testimone contro di loro.
Il secondo punto concerne l'interpretazione dell'espressione "prima di morire." Alcuni pensano che ciò significhi "avere fede in Gesù (p.s.l.) prima della loro morte." Secondo questa interpretazione, ogni appartenente alla gente della Scrittura crederà sicuramente in Gesù (p.s.l.) prima di affrontare la morte. Nondimeno, ai tempi di Gesù, gli Ebrei, i quali vengono definiti come gente della Scrittura, non solo non ebbero fede in lui, ma tentarono anche di ucciderlo. Sarebbe d'altronde irragionevole dire che gli Ebrei e i Cristiani che vissero e morirono al tempo di Gesù avessero fede - in termini coranici - in lui.
Per concludere, un'accurata valutazione del versetto conduce alla seguente conclusione: prima della morte di Gesù (p.s.l.), tutta la Gente della Scrittura avrà fede in lui.2
Nel senso reale, il versetto rivela alcuni fatti chiari:
In primo luogo, è evidente che il versetto si riferisca al futuro, dato che viene menzionata la morte di Gesù (p.s.l.). Finora, Gesù (p.s.l.) non è morto, bensì è stato elevato alla presenza di Allah. Gesù (p.s.l.) ritornerà in terra, vivrà per un periodo determinato, quindi morirà. In secondo luogo, tutta la gente della Scrittura avrà fede in lui. Questo evento non è ancora avvenuto, ma in futuro accadrà sicuramente. Di conseguenza, nell'espressione "prima di morire" [prima che egli muoia] vi è un riferimento a Gesù (p.s.l.). La Gente della Scrittura lo vedrà, lo conoscerà e obbedirà a lui mentre sarà ancora in vita. Nel contempo, Gesù (p.s.l.) testimonierà contro di loro nell'Ultimo Giorno. Sicuramente Allah ne sa di più.
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Il fatto che Gesù (p.s.l.) sia destinato a ritornare sulla terra alla fine dei tempi è narrato in un altro versetto (Surat az-Zukhruf, 61).
A cominciare dal versetto 57, si trova un riferimento a Gesù (p.s.l.):
La forma araba del versetto "Egli è un annuncio dell'Ora" è "Innahu la 'ilmun li's-sàati." Alcuni interpretano il pronome "hu" (egli) in questo versetto come riferito al Corano. I versetti seguenti, tuttavia, rivelano chiaramente che il riferimento è a Gesù (p.s.l.): "Egli non era altro che un Servo, che Noi abbiamo colmato di favore e di cui abbiamo fatto un esempio per i figli di Israele".3
Coloro che attribuiscono questo pronome al Corano, citano come prova la parte successiva del versetto: "Non dubitatene e seguitemi". Nondimeno, i versetti precedenti si riferiscono integralmente a Gesù. Per tale ragione, appare chiaro che il pronome "hu" è collegato ai versetti precedenti e concerne Gesù. Tale interpretazione è anche sostenuta dai grandi studiosi musulmani, i quali si fondano sull'uso di tale pronome sia nel Corano che negli ahadith. Nel suo commentario, Elmali Hamdi Yazir avanza la seguente esplicazione:
"Certo egli è un segno dell'Ora, un segno ed un'indicazione che l'Ora verrà e il morto sarà resuscitato e si leverà. Gesù, sia per il suo ritorno sulla terra, che per il suo miracolo della resurrezione del morto e per la sua profezia, è un segno dell'Ora. Negli ahadith si dice anche che egli sia un segno dell'ultimo Giorno." http://www.kuranikerim.com/telmalili/ zuhruf.htm )
In Sahih Muslim, si afferma inoltre che gli ahadith nei quali si annuncia la discesa del Profeta Gesù (p.s.l.) fra la gente alla fine dei tempi hanno ottenuto il grado di mutawatir, vale a dire, trasmessi da un numero talmente elevato di persone in ogni generazione che non è possibile nutrire alcun dubbio circa la loro autenticità; si dice inoltre che ciò è considerato come uno dei maggiori segni del Giorno della Risurrezione. (Sahih Muslim, 2/58)
Hudhayfah ibn Usayd al-Ghifari disse: "Il Messaggero di Allah (p.b.s.l.) giunse tra noi all'improvviso mentre eravamo (impegnati in una discussione). Egli disse: "Di che cosa state discutendo?" Noi rispondemmo: "Stiamo discutendo dell'Ultima Ora." Quindi disse: "Non giungerà senza che prima vediate dieci segni" - e (a questo proposito) menzionò il fumo, il Dajjal, la bestia, il levarsi del sole dall'occidente, la discesa di 'Isa, figlio di Maryam (p.s.l.), Yajuj e Majuj, alcune frane di terreno in tre posti, una in oriente, una in occidente e una in Arabia, al termine della quale il fuoco brucerà procedendo innanzi dallo Yemen, guidando la gente al luogo della loro assemblea." (Sahih Muslim)
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Altri versetti indicanti la seconda venuta di Gesù (p.s.l.) sono i seguenti:
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Inoltre, anche il versetto: "In verità, per Allah Gesù è simile ad Adamo che Egli creò dalla polvere ..." (Surat Âl- 'Imrân, 59) può indicare il ritorno del profeta Gesù (p.s.l.). I commentatori del Corano hanno affermato che questo versetto si riferisce al fatto che entrambi i profeti erano privi di padre: la creazione del profeta Adamo (p.s.l.) e la nascita del profeta Gesù avvennero per l'ordine di Allah "Sii". Il versetto, tuttavia, può contenere un secondo significato. Può essere che proprio come il profeta Adamo è disceso dal cielo, così il profeta Gesù scenderà sulla terra dalla presenza di Allah alla fine dei tempi. (Allah ne sa di più)
Come si è visto, i versetti relativi al ritorno di Gesù (p.s.l.) in terra sono molto evidenti e ragguardevoli. Nessuna affermazione simile è mai stata avanzata nei riguardi degli altri profeti menzionati nel Corano. Inoltre, nessun'altro profeta è ricordato come "Segno dell'Ora" e nessun'altro riferimento ad altri profeti nel Corano include alcuna connotazione implicante un loro ritorno in terra. Nondimeno, tutte queste affermazioni vengono usate per Gesù (p.s.l.). Il significato di ciò è molto chiaro.
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Allah ci parla di Gesù in un versetto di Surat Maryam:
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Un'altra prova del ritorno di Gesù sulla Terra appare nel versetto 110 di Surat al-Mâ'ida e nel versetto 46 di Surat Âl-'Imrân laddove è utilizzata la parola "kehlen":
Basandosi su un hadith riportato da Ibn Abbas nel quale si dice che Gesù ascese al cielo intorno ai trent'anni e che al suo ritorno rimarrà per altri quarant'anni, gli studiosi islamici dicono che l'età matura di Gesù si avrà dopo il suo ritorno sulla terra. Ne consegue che questo versetto è una prova della discesa di Gesù. (Muhammed Halil Herras, Faslu'l-Makal fi Ref'I Isa Hayyen ve Nüzulihi ve Katlihi'd-Deccal, Mektebetü's Sünne, Cairo 1990, pag. 20)
Uno studio approfondito dei versetti in questione rivela chiaramente la giustezza degli eruditi musulmani a tale proposito È infatti possibile comprendere come di questa affermazione ci si è avvalsi soltanto nel caso di Gesù. Tutti i profeti hanno parlato agli uomini invitandoli al vero cammino. Tutti comunicarono il loro messaggio in età adulta. Nondimeno, nel Corano, non si parla così di nessun altro profeta. Ciò è riferito unicamente a Gesù e alla sua situazione miracolosa, dal momento che le parole "dalla culla" e "in età matura", le quali si susseguono nei versetti, mettono in evidenza due periodi miracolosi.
Che Gesù abbia parlato quando ancora si trovava nella culla è un miracolo, non si è mai visto nulla di simile, e come tale è stato più volte riportato. Tenuto conto di questo, l'uso immediatamente successivo dell'espressione: "... parlerà alle genti ... nella sua età adulta...", può essere con ogni probabilità considerato un altro miracolo. Se tale espressione fosse riferita alla vita di Gesù anteriormente alla sua elevazione ad Allah, non si sarebbe trattato di un miracolo. In caso contrario, non avrebbe seguito il fatto di avere parlato nella culla, né sarebbe stato espresso in un modo equivalente a quell'evento miracoloso. In tal caso, ci si sarebbe avvalsi di altre parole, quali "dalla culla all'età adulta", e la rivelazione di Gesù prima della sua elevazione sarebbe stata esposta. (Solo Allah conosce con certezza) Nel Corano nondimeno si menzionano due eventi miracolosi. Il primo è il suo parlare nella culla, il secondo il suo parlare in età adulta. Per tale ragione, il riferimento ad un tempo miracoloso deve essere attribuito al ritorno di Gesù sulla terra. (Allah ne sa di più)
Nel suo Commentario, l'imam Tabari avanza la seguente spiegazione in riferimento a questi versetti:
Queste asserzioni (Surat al-Mâ'ida, 110) indicano che, affinché possa portare a compimento la sua vita e parlare in età matura, Gesù dovrà far ritorno dalla sua dimora nel cielo. Ciò per il fatto che fu elevato mentre si trovava ancora in gioventù. In questo versetto (Surat Âl-'Imrân, 46) è contenuta la prova del fatto che Gesù è ancora vivente, e la Gente della Sunna condivide tale opinione. Ciò perché in questo versetto si afferma che Gesù parlerà alla gente nella sua età matura. Egli potrà invecchiare unicamente allorquando avrà fatto ritorno sulla terra dal cielo." (Imam Tabari, Commentario, vol. 2, pag. 528, vol. 1, pag. 247).
Alcune persone interpretano tuttavia la parola "adulto" in maniera assai diversa rispetto al suo vero significato, non analizzandola nel contesto della logica generale del Corano. Costoro ritengono che tutti i profeti siano sempre stati adulti in età matura, per cui l'espressione si riferirebbe a tutte le vite dei profeti. Certo, i profeti erano adulti cresciuti da Allah. Nondimeno, in Surat Al-'Ahqâf, Allah rivela che l'età della maturità corrisponde a 40 anni:
Nel Corano si offrono altri esempi di persone che hanno lasciato la terra per centinaia di anni, pur continuando a vivere, per poi farvi ritorno.
O colui che passando presso una città in completa rovina [disse]: "Come potrà Allah ridarle la vita dopo che è morta?". Allah allora lo fece morire per cento anni, poi lo resuscitò e gli chiese:"Quanto [tempo] sei rimasto?".Rispose:"Rimasi un giorno o una parte di esso"."No, disse Allah, sei rimasto cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua acqua, sono intatti; poi guarda il tuo asino, [Ti mostriamo tutto ciò] affinché tu divenga un segno per gli uomini. Guarda come riuniamo le ossa e come le rivestiamo di carne". Davanti all'evidenza disse: "So che Allah è onnipotente." (Surat al-Baqara, 259)
Nei versetti citati nella pagina precedente, viene menzionato il fatto che Gesù (p.s.l.) non è morto, bensì è stato "elevato a Sé." Nel versetto sopra menzionato, tuttavia, l'uomo è definitivamente morto. Di conseguenza, persino una persona morta può resuscitare per volere di Allah. Di ciò vi è un'esplicita narrazione nel Corano, il Quale è ricco di altri esempi simili.
Allah racconta la storia di alcuni giovani costretti a prendere rifugio in una caverna a causa dalla crudele tirannia dell'imperatore dell'epoca. Si narra che essi si addormentarono per poi ridestarsi dopo anni di sonno. Segue quindi tale versetto: